Company Logo

Login

"Credo che abbiamo educato Marta molto bene: è una bambina ubbidiente, quando le dai una indicazione la esegue".

Carmen, riflettendo sul modo in cui lei e Luigi avevano educato la loro figlia, sente che l'obbedienza è un valore imprescindibile e, per certi versi, ha ragione. Carmen può curarla, trasmetterle la propria esperienza; Marta la ascolta e, al di là di ciò che pensa e prova, ubbidisce.

Possiamo essere d'accordo con Carmen e Luigi riguardo all'importanza dell'obbedienza della loro bambina, ora però dobbiamo porci alcune domande sull'acquisizione di questo comportamento. Rifletteremo su questo: è giusto che Marta a tre o quattro anni ascolti sua madre che le raccomanda di prestare attenzione nell'attraversare la strada.

Però, sarebbe bene che, a cinque anni, questo apprendimento fosse già stato assimilato e che la piccola non avesse bisogno delle indicazioni della mamma ogni volta che deve compiere questa azione. Per questo che parliamo del "processo della sua ubbidienza"; la sfida che dobbiamo affrontare nell'educazione dei bambini è che le regole si trasformino da esterne in interne; cioè che le acquisiscano e le utilizzino per muoversi spontaneamente, seguendo comunque il loro modo di pensare e di agire.

In caso contrario, ci troveremo di fronte a bambini paurosi che si paralizzano dinnanzi a situazioni nuove o a difficoltà non previste e che hanno problemi a vivere il loro quotidiano in modo autonomo. Allora, come far sì che i piccoli includano le regole nel loro modo di pensare e di agire e non continuino a dipendere dalle indicazioni dei loro genitori?

Basterà iniziare cambiando il metodo di trasmissione delle regole.

Dobbiamo imparare ad accompagnare ogni singola indicazione con una spiegazione. Tornando all'episodio della strada, non solo indicheremo a Marta di prestare attenzione nell'attraversare, ma le spiegheremo i rischi del traffico, i pericoli della distrazione quando si cammina, la prudenza necessaria in queste situazioni. Sarebbe bene spiegarle anche quali comportamenti sono utili per evitare i rischi della strada in generale.

Quindi dobbiamo accettare che Marta, crescendo e maturando, pur avendo aquisito e preso come riferimento le regole che abbiamo trasmesso, mantenga comunque un margine per decidere autonomamente il proprio comportamento. Se ciò che vogliamo ottenere è che esegua sempre rigorosamente quello che le abbiamo suggerito durante la vita, stiamo sbagliando. Marta si confronterà continuamente con nuove situazioni e, in ogni caso, dovrà essere capace di valutare liberaemnte ciò che le conviene fare.

Stiamo formando un essere umano indipendente e autonomo, capace di adattarsi a nuovi tempi e diverse realtà. Perchè, se l'affrontare la vita significa superare costantemente nuove situazioni e contesti, la grande sfida dell'educazione è poter contare su parametri chiari e sulla libertà di poterli adattare alle varie circostanze. Senza dubbio, essere genitori significa impostare delle norme e "indirizzare" i bambini.

Educarli vuol dire trasmettere loro esperienze, modelli e regole e saper anche accettare che, una volta che se ne saranno appropriati, le trasformeranno, adattandole e reinterpretandole per scenari diversi e nuove situazioni. Se abbiamo avuto successo nell'educazione, questi parametri si dimostreranno reali strumenti di grande utilità.

Educare bambine e bambini liberi non significa "esonerarli" da norme e parametri, ma tutto il contrario. Si tratta di trasmettere loro esempio di comportamento e riferimenti sui queali possono costruire le esperienze personali. I bamnini che crescono senza regole nè limiti hanno grande difficoltà ad integrarsi nel mondo degli adulti, perchè la società sanziona con rigore coloro che non sono capaci di interiorizzare tali norme.

Marta, nel corso della sua vita, attraverserà la strada con attenzione, sceglierà i suoi amici e i suoi fidanzati, si integrerà nel mondo del lavoro e costruirà una sua famiglia. Carmen e Luigi saranno presenti tutto il tempo e non solo fisicamente, perchè faranno sempre parte integrante della sua visione e interpretazione del mondo.

Marta non vivrà facendo tutto quello che le avevano detto i suoi genitori, però loro riconosceranno nelle sue decisioni quelle regole che le avevano insegnato e si sentiranno orgogliosi del modo in cui la figlia le ricrea, di come le assimila e di come le  stessa la definisce: con questo avranno posto il loro granellino di sabbia che avvicinerà la loro amata Marta al conseguimento della sua felicità.       

Gustavo Iaies

laureato in scienze dell'educazione       

{jcomments on}