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Aiutare i bambini a mettere in parole la loro esperienza di vita

A cura di Elisabetta Mauti, psicologa e autrice di favole. 

 

esperienze

 

La più grande difficoltà per un bambino è legata alla possibilità di farsi capire. Molto spesso gli mancano le parole, oppure non è in grado di esprimere le sensazioni che prova. Il malessere spesso è rafforzato perché ad esso si aggiunge il senso di isolamento, legato al fatto che non riesce a spiegarsi come vorrebbe. Allora piange, oppure si isola e si chiude nel mutismo.  

"Credo che abbiamo educato Marta molto bene: è una bambina ubbidiente, quando le dai una indicazione la esegue".

Carmen, riflettendo sul modo in cui lei e Luigi avevano educato la loro figlia, sente che l'obbedienza è un valore imprescindibile e, per certi versi, ha ragione. Carmen può curarla, trasmetterle la propria esperienza; Marta la ascolta e, al di là di ciò che pensa e prova, ubbidisce.

Possiamo essere d'accordo con Carmen e Luigi riguardo all'importanza dell'obbedienza della loro bambina, ora però dobbiamo porci alcune domande sull'acquisizione di questo comportamento. Rifletteremo su questo: è giusto che Marta a tre o quattro anni ascolti sua madre che le raccomanda di prestare attenzione nell'attraversare la strada.

Non tutti i bambini e non tutte le situazioni sono uguali: ciò che ha prodotto un risultato con un figlio, può essere del tutto inutile con un altro. Nemmeno i genitori sono gli stessi con tutti i figli o in tutte le circostanze.

Chiariamo subito che parlando di "padre" ci riferiremo ad entrambi i genitori, attribuendo loro lo stesso grado di autorità. I genitori devono essere tali e non diventare gli amici dei propri figli, che invece li sceglieranno tra i loro simili, intrecciando relazioni simmetriche. Quella con i genitori deve essere esclusivamente una relazione complementare, della quale, tra l'altro, i bambini necessitano. Solo rispettando questa regola saremo in grado di porre dei limiti. Come potremmo farlo se un bambino o una bambina fosse al nostro livello?, se lo/la considerassimo nostro simile?

 

 

 

"Alla fine a cosa serve impegnarsi se va bene sempre ai soliti?"."Non fidarti troppo della gente: la maggior parte delle persone pensano solo a loro stesse".

Quando Renata si arrabbia solitamente pronuncia freasi come queste. Martina la guarda, e con i suoi 5 anni, cerca di capire perché dice queste cose, però la vede così arrabbiata che preferisce tacere. Noi adulti trasmettiamo ai bambini una determinata visione del mondo sia con ciò che diciamo sia con ciò che facciamo, sia nel modo in cui reagiamo.

E' giusto dire queste cose ai piccoli? Alcuni sostengono che se questo è realmente ciò che proviamo, se questa è la nostra verità, dobbiamo essere sinceri con loro.

Personalmente ritengo che sia sbagliato trasmettere ai piccoli ciò che pensiamo e proviamo senza anteporre alcun "filtro". sono convinto inoltre che, nella "passione" del momento, si dicono molte cose che non necessariamente corrispondono alla realtà. I piccoli si meritano verità di "migliore qualità", riflettute, verificate, non semplici reazioni.

 Le educatrici dell'Asilo Nido Serena 2 hanno partecipato all'evento tenutosi presso Il Palamaggio (CE)  nella giornata del lunerdì 28 ottobre 2013.

Nel primo soccorso le manovre di disostruzione pediatriche sono quelle manovre atte alla liberazione delle vie aeree di un bambino da un corpo estraneo. L'ostruzione avviene quando, al momento dell'inalazione dell'oggetto nelle vie aeree, esso entra nella trachea anziché procedere normalmente per l'esofago. E' importante, pertanto, per genitori ed insegnanti essere preparati e sapere come comportarsi

Bisogna proteggere la salute dei nostri bambini innanzitutto facendo prevenzione:

  1. Non diamo loro, quando sono molto piccoli, alimenti duri e lisci;
  2. Non diamo loro cibi solidi di forma rotonda  se non sono tagliati completamente;
  3. Non lasciamo mangiare il bambino da solo;
  4. Controlliamo sempre che i giochi siano sicuri per l’età del nostro bambino.

  

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